SANT’ANNA, TORNA LA VECCHIA TRADIZIONE JELSESE  DELLA SEMINA

Il neo comitato ha seminato i campi del comune per raccogliere il grano che servirà per i prossimi festeggiamenti

JELSI. Il ponte di ogni santi, non per tutti è stato motivo di festa e riposo. Nell’ultima domenica di ottobre il comitato sant’Anna, insediatosi quest’anno, ha voluto riprendere una vecchia tradizione jelsese: quella di lavorare i campi del comune di Jelsi per seminare e raccogliere il grano che servirà, una volta venduto, a costituire un fondo cassa da cui partire per i festeggiamenti del prossimo anno. Il neo comitato si è dato appuntamento domenica scorsa 30 ottobre alle 9,30 in località Bosco di Jelsi, dove ha preparato il terreno per la semina che è avvenuta il primo  novembre. Approfittando delle belle giornate del ponte appena trascorso, i deputati si sono adoperati per seminare oltre trenta quintali di grano, sia tenero che duro nei nove ettari di terreno arato nei primi giorni del mese di agosto, sempre dai volenterosi deputati. Il lavoro del neo comitato è la testimonianza che la tradizione non muore ma rinasce nel segno della continuità del passato. Il lavoro della semina racconta il significato che il chicco di grano ha per la comunità jelsese.  Il grano rappresenta il frutto prezioso della terra, la fatica dell’uomo, la trepidazione per le avversità climatiche. Dopo essere stato seminato, il chicco di grano resta sotto terra per alcuni mesi come se fosse morto ma poi germina, si trasforma in spiga che dà numerosi chicchi e per questo è il simbolo della rinascita. Rinascita che questa comunità ha avuto dopo il terribile terremoto del 1805 e che continua di anno in anno ad avere con la riproposizione della festa del grano. Un gruppo saldo, dove l’entusiasmo si è tradotto nel lavoro, non certo poco faticoso, e a cui tutti i membri non si sono sottratti. Forte il senso di sacrificio e abnegazione l’uno per l’altro trasformano ogni membro del comitato. In queste giornate è vivo l’entusiasmo, la voglia di stare insieme e lo spirito di gruppo che si affiancano alla fatica che si riduce man mano che cresce la consapevolezza dell’utilità e dell’importanza che il proprio lavoro ha per continuare una tradizione ultracentenaria. A fine giornata, la fatica ha lasciato il posto alla buona tavola. Le donne del comitato hanno preparato per l’occasione I cavatelli fatti rigorosamente a mano, che i deputati-lavoratori hanno degustato con un buon bicchiere di vino.